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“Ho di fronte un disegno di Lucia Fabbricini:
c’è una casa che, per il capriccio di un terrazzo,
diventa una caffettiera.
La casa/caffettiera è assediata da tazze,
dalle tazze fuggono nomi, e dalla casa fugge una macchina.
Ora la casa è diventata città.
E anche dalla città si fugge in un’altra città: invisibile.
Come se, sembra dirci Lucia, per vedere,
per rivolgere l’occhio a ciò che ci è caro
e che tuttavia (o per questo) ci indispone,
fosse necessario, per prima cosa, fuggire,
uscire dal quadro, alla ricerca di una prospettiva”.
(Giacomo Corazzol)